LA LIXEIRA

GLI INVISIBILI DI HULENE


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La Lixiera è risorsa per la sopravvivenza, ma anche spazio dell’esistenza, rifugio e abitazione, luogo d’incontro e scambio, di amicizie e passioni, di scontro e sopruso. Il luogo dove le cose vanno a morire è il paradossale inizio di un’altra vita, fatta non solo di disperata sopravvivenza ma anche di pulsante inesauribile vitalità.
All’interno di questa economia di sussistenza, hanno preso vita microcircuiti umani, sociali ed “artistici”.
Le nuove tribù degli invisibili di Hulene portano avanti, a modo loro, una ricerca spontanea e autonoma, di pancia più che di testa, di nuovi linguaggi e forme espressive aderenti alla loro attuale condizione di sottomissione ed al loro sentire. Al loro desiderio di affrancamento da condizioni di vita disumanizzanti. Inconsapevoli “portatrici sane”di nuovi ed originari germi creativi non ancora contaminati da omologazioni e stereotipi.
Nei loro ritmi, nella loro musica, nel loro modo di vestire e di scolpire il tempo e la materia esprimono la propria condizione, la loro visione sul mondo, la propria voglia di vita. Che non è solo disperazione ma anche tensione, seppur inconscia o non razionalizzata, a superare l’esistente. Andare oltre, superare i confini del quotidiano, del ghetto sia fisico che psichico, ritrovare la propria anima. Tra materia, spirito e magia, e nel fluttuare tra queste polarità trova la sua originalità e la sua forza espressiva.
Anche lì dove la morte, le privazioni e la sofferenza sono presenze quotidiane inderogabili, l’uomo ritrova comunque l’esigenza di sentirsi vivo e di esprimere ed affermare la propria vitalità, la propria creatività.