I NOSTRI PRINCIPI PEDAGOGICI



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Il nostro laboratorio è stato pensato come una sorta di piccola “bottega rinascimentale” adattata alle specifiche contingenze ambientali. Una bottega che produca idee, filosofie di vita, cultura e relativi prodotti, che guardando alla tradizione sappia proiettarsi nel futuro e sappia inserirsi nel mercato.
Oltre che momento di formazione professionale, il nostro vuol essere un laboratorio di idee, di creatività e di confronto umanistico in cui convergono diverse esperienze di vita, ad ognuna delle quali viene riconosciuta pari dignità. Attraverso il continuo confronto, la sospensione del giudizio e percorsi formativi basati sull’ascolto, sull’osservazione, sui centri di percezione e l’intelligenza emotiva come traino alle altre intelligenze, si cerca di sviluppare negli allievi quelle capacità di ascolto e di osservazione indispensabili per comprendere e interpretare la realtà. Quindi restituirla attraverso l’immagine.
Il laboratorio vuol anche essere campo di sperimentazione pedagogica, di nuove modalità di intervento nelle aree del disagio, di compartecipazione attiva ai percorsi pedagogici e gestionali.
Intercettare la vitalità a volte caotica degli allievi. Indirizzarla verso la creazione di una prassi del fare.
Lavorare su ogni singolo allievo, sui propri blocchi e sulle sue potenzialità, con forme di apprendimento circolari e non lineari che stimolino processi mentali attivi e non passivizzanti.
Stimolare la capacità di lavorare in team, di condividere un obiettivo comune. Qualità necessaria per il lavoro in team, la capacità di ascolto.
Mantenere sempre alto il livello della curiosità. L’apprendimento come gioco, con la leggerezza, la
curiosità e la profondità formativa insite nel gioco.
Stimolare la trasmissione del sapere tra gli allievi. Ogni allievo è maestro di se stesso, ogni allievo
all’occasione diventa maestro del proprio compagno. Soggetti attivi e protagonisti in prima persona del processo formativo.
Innescare il principio di responsabilità.
Condividere, attraverso percorsi mirati, la gestione quotidiana del laboratorio con gli allievi, ricreare come da tradizione locale il “consiglio degli anziani” quale momento per risolvere situazioni critiche che si possono creare all’interno del laboratorio, come momento di responsabilizzazione, di disciplina del fare, ma anche come momento formativo per eventuali percorsi lavorativi.
Ti metto nelle condizioni di realizzare un tuo percorso di crescita umana e professionale. Se tu vuoi, puoi realizzarlo. Ma solo tu puoi farlo se desideri farlo e ci metti la volontà di farlo.