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Non c’è tregua in Mozambico

People who lost their home by the cyclone Idai sleep on a street as they stay in shelter in Buzi, Mozambique, on March 23, 2019. - The death toll in Mozambique on March 23, 2019 climbed to 417 after a cyclone pummelled swathes of the southern African country, flooding thousands of square kilometres, as the UN stepped up calls for more help for survivors. Cyclone Idai smashed into the coast of central Mozambique last week, unleashing hurricane-force winds and rains that flooded the hinterland and drenched eastern Zimbabwe leaving a trail of destruction. (Photo by Yasuyoshi CHIBA / AFP)

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Non c’è tregua in un Mozambico colpito in poco più di un mese da 2 cicloni di potenza mai registrata prima.

Dopo il ciclone IDAI che ha provocato immani distruzioni, morti ed epidemie, un nuovo devastante ciclone si è abbattuto sulle coste del paese. Il ciclone Kenneth con venti fino a 220 km/h e tempeste di acqua ha provocato la distruzione di migliaia di case, decine di morti e decine di migliaia di sfollati.
Mozambico in ginocchio e senza mezzi per questa seconda grande tempesta che, in meno di sei settimane, si è abbattuta sulle regioni settentrionali.
“Il ciclone Kenneth ha causato decine di morti, migliaia di sfollati e ingenti danni. Sono a rischio altri 368.000 bambini…” ha allertato l’Unicef, sottolineando che la devastazione causata dal primo ciclone Idai e ora dal ciclone Kenneth “potrebbe potenzialmente portare il numero complessivo di bambini bisognosi di assistenza umanitaria a quasi 1,4 milioni nelle zone colpite del Mozambico settentrionale e centrale”.
Continua la raccolta fondi avviata dall’Associazione Basilicata Mozambico Onlus di cui fa parte il nostro laboratorio di comunicazione A Mundzuku Ka Hina.

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