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Piccola festa alla lixeira

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Ultimo giorno dell’anno. Tema del giorno, ricevuto per mail e riproposto:

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i
bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi. Sono le azioni
che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle
false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che
vuoi vedere avvenire nel mondo”.
Mahatma Gandhi

Oggi è stato il giorno della nostra piccola festa alla lixeira. Nei giorni precedenti non ricordo come è venuta l’idea di organizzare la festa. Sono stati tutti entusiasti dell’idea. Ci siamo fermati per organizzarla al meglio delle nostre possibilità. Senza mezzi di trasporto e senza troppi fondi. La “coincidenza” ha voluto che Arianna dall’Umbria ci donasse 200 Euro. Grazie Arianna ed amico.
Abbiamo prima raccolto i suggerimenti di tutti su come andava organizzata una festa, cosa necessitava per una festa seria, il mangiare, la musica, le bevande perchè come tutti hanno fermamente sostenuto senza musica e senza bere vino non è una festa di fine anno come si deve. Una lista di tutto ciò che necessitava, compreso bacinelle e taniche per l’acqua, prolunghe elettriche, piatti posate bicchieri di plastica etc…
Quindi ci siamo divisi in squadre. Squadra approvvigionamento cibo, squadra cucina, squadra “elettrica” per portare l’elettricità fin dove necessitava, squadra Dj per gravare i Cd con la musica, squadra approvvigionamento bacinelle e taniche, squadra approvvigionamento legna etc.. ogni squadra con il suo responsabile. Per ogni compartimento un preventivo che chiaramente è lievitato ora dopo ora fino a sforare ignomignosamente. Sembra facile ora che lo sto scrivendo ma diciamo che è stata un’operazione abbastanza laboriosa. sopratutto mettere d’accordo tutti e superare i contrasti personali. Ma quando discutono in shangan tutti insieme è uno spettacolo. Però ce l’abbiamo fatta.
Buck il responsabile della cucina ha dettato il menù. 50 kg di riso della migliore qualità ed ha sottolineato della migliore qualità, 15 kg di fagioli, 5 kg di zampe di gallina, 5 l di olio, pomodori, cipolla, aglio, verza, carote, sale, sale aromatizzato, peperoni. 2 pentole grandi + due piccole da affittare. 6 taniche da 25 litri per l’acqua. 2 bacinelle per mettere a bagno i fagioli e per lavare il riso e le verdure. Perchè può sembrare strano dato che spesso mangiano ciò che raccattano alla lixeira, marcio e sudicio, ma tutti erano d’accordo che il riso andava lavato, i fagioli puliti da qualsivoglia corpo estraneo e purificati da grumi di terra, le zampe di gallina nettate e così via.
Il giorno dopo si è subito presentato un primo imprevisto. Justino di primo mattino ha attaccato una solfa di quelle che non si riescono a fermare. Secondo lui alla lixeira dicevano che Buck non frequentava più gli amici della lixeira perchè si fa dare i soldi da Roberto il quale da i soldi solo a buck e si dimentica degli altri etc…etc… Buck replicava ch etutti alla lixeira sapevano che non era andato perchè era stato male di salute, seriamente ammalato e che la cosa non gli tornava e comunque lui non avrebbe partecipato alla festa. Nelson si è unito a Buck, quindi Nuro e qualcun altro. Ho riportato un po’ di ordine ed abbiamo discusso pacatamente. Ho chiesto ad ognuno di loro cosa poteva ciò significare e cosa sarebbe stata la cosa migliore da fare. Abbiamo deciso di andare tutti alla lixeira e che era bene che anch’io mi facessi vedere. Non ho avuto molto tempo per farlo e mi hanno suggerito che era meglio se parlassi direttamente con i ragazzi della lixeira. Così è stato. Ho salutato tutti, Ho parlato del nostro progetto di festa ed ho chiesto se erano felici di questo. Ho detto che avremmo fatto la festa se fosse stata una festa di amicade e uniao… tutti i presenti hanno dato il loro assenso. Ma dalle indagini di Juel è uscito fuori che era stato lo stesso justino a mettere in giro quella voce. Altro casino. Siamo tornati a scuola e nonostante avessi distribuito i soldi per il pranzo nessuno è voluto andare via. Volevano parlare della cosa, per lor molto grave. Quasi tutti volevano sbattere fuori Justino. E’ stata anche l’occasione per poter parlare di crescita individuale e di errori che si possono commettere lungo un percorso. Comunque dopo oltre 3 ore di discussione ho preso la mia decisione. Ho detto che secondo me non era un problema che nasceva in quel momento, ma piuttosto da un atteggiamento di superiorità di Justino nei confronti dei compagni, come se a volte li guardasse con l’aria di sufficienza e non desse peso alle loro parole. Ho chiesto a Justino di cambiare atteggiamento se vuol continuare con il laboratorio e che se vuol fare lo scrittore deve imparare ad ascoltare. Tutti. Con umiltà. Che la vera conoscenza nasce dall’umiltà. E che da ogni persona per quanto poco istruita possa essere si può imparare tanto. Agli altri ho detto che per i cambiamenti necessita pazienza e tempo. Buck alla fine si è quasi commosso e ha detto che lui non vuol mandare via nessuno. E’ un buono Buck. Staremo a vedere.
Il 30 pomeriggio abbiamo affittato un carretto a mano e io Jerson e Paulo lo stangone siamo andati a Expresso a far la spesa. Mentre le altre squadre sciamavano nella propria direzione, chi con il chapa al mercato chi a piedi a prender legna o chi a masterizzare la musica o a contrattare la corrente e la “radio”. Precisiamo per dovere di cronaca. Non è che la cosa abbia funzionato come nei film d’azione americani dove tutto funziona a sincrono perfetto, quel sincrono che spacca il secondo. A volte qualcuno spariva per riapparire dopo qualche più o meno estenuante lasso di tempo con la stessa disinvoltura con la quale era sparito.
Per quel che riguarda la mia squadra, Estenuanti trattative con i vari commercianti per ottenere i prezzi migliori sotto un sole che picchiava implacabile, mentre supplicavo al cielo una qualche nuvola di passaggio. Una sorta di gara di resistenza tra me ed il commerciante di turno. Condite con sceneggiate in cui Jerson si offriva come buon complice. Specialmente dopo che con i soldi risparmiati con la contrattazione sull’acquisto del riso, ho offerto una porzione di pollo a testa da 45 mt (1 Euro) + bibita. Ad un certo punto della trattativa arrivava Jerson e ad alta voce, quasi infastidito urlava “Caba Roberto Caba, a Lì mejor Preco” In quel portoghese italianizzato ma comunque ben comprensibile anche al commerciante. Ed io al commerciante “mi dispiace ma se fai lo stesso prezzo lo compro da te, altrimenti vado da quell’altro…”
Paulo si rifiutava di caricare il vino sulla carretta perchè la sua religione, di una qualche setta cristiana, gli impedisce di toccare il vino. Jerson a sua volta in shangan, ma questo lo riuscivo a capire anche se non capisco la lingua, gli replicava qualcosa tipo “perchè allora lo devo caricare io che anch’io sono cristiano ed ho un dio come ce l’hai te”. Io cercavo di spiegare inutilmente a Paulo che nessuno lo obbligava a bere il vino e che lo doveva semplicemente caricare.
Paulo replicava a Jerson e spiegava a me che la sua religione è una religione seriosamente seria e non come quella di jerson che invece è un po’ alla buona. Controreplica di jerson a presa di culo. Il tutto di fronte a tre impiegati lentissimi nei ritmi e nelle reazioni e una fila che si ingrossava nella calura. Per non parlare dello sbigottimento di quando ho chiesto una fattura. Ne hanno chiamato un altro di impiegato perchè in tre non ce la facevano. In 4 più o meno ce l’hanno fatta moltiplicando i tempi per quattro perchè ad ogni passaggio ognuno doveva dire la sua su come quel passaggio andava effettuato, per poi cercare un accordo comune. Alla fine decisione salomonica, caricare due fiasche per uno, me compreso che anch’io sono cristiano ed anch’io più o meno ce l’ho un Dio ed oltretutto ho fatto notare a Paulo che le fiasche erano circondate da plastica dura e che la plastica è un isolante, anche per gli influssi malefici. Non mi è sembrato molto convinto di tale spiegazione, ma quando gli ho urlato dietro ha preso le due fiasche e le ha caricate, senza replicare oltre al momento. Le spiegazioni di Paulo in realtà sono state semplicemente rinviate al giorno dopo e nei momenti meno opportuni. Naturalmente.
I fagioli sono stati presi e così le taniche e le bacinelle. Il gruppo di Buck si è messo con dedizione certosina a lavare i fagioli, il gruppo della legna è tornato con il suo carico che comunque non è bastato. Siamo dovuti andare altre due volte a comprare la legna, l’ultima proprio in dirittura di arrivo a metà cottura quando tutto era chiuso. Il gruppo elettrico è tornato soddisfatto, ha preso le ultime due prolunghe da 5m in dotazione al laboratorio, perchè aveva sbagliato i calcoli, e ancor più soddisfatti mi hanno comunicato così è tutto a posto. Ma anche questi nuovi calcoli si sono rivelati inesatti ed il giorno dopo dopo vari tentativi di rabbercio con mozziconi di cavo raccattati di qua e di là ed innestati alla meglio abbiamo spostato la postazione Dj a misura di cavo. Nuro che doveva masterizzare la musica si è presentato invece che alle 14,15 alle 17,30 e l’operazione l’abbiamo rimandata al giorno dopo.
Ho proposto di vederci l’indomani alle 9 piuttosto che alle 8 per poter arrivare un po’ più riposati, quasi tutti hanno convenuto facendo attenti calcoli che era meglio vedersi alle 8. chiaramente i più convinti in questa asserzione nonché i più determinati sono stati quelli che alle 8 non c’erano. Come tutte le nostre cose ad un certo punto sembrava che tutto dovesse andare a rotoli e come quasi tutte le cose africane ad un certo punto tutto come per miracolo si ricompone seppur a spezzoni arrancati tra di loro e si sviluppa per la strada in cui si deve sviluppare. Buck è stato un cuoco perfetto ha preparato la “sua cucina” proprio davanti al muro della lixeira e gestito sotto il sole ben quattro pentole con relativi fuochi, tutti o quasi hanno mantenuto la parola che sarebbero stati gli ultimi a mangiare e nessuno ha bevuto durante il servizio. Hanno distribuito il cibo mantenendo un certo ordine e devo dire anche con una certa dedizione. Buck si è avvicinato al tavolo dove veniva distribuito il cibo, ha assaggiato il riso, ha assaggiato i fagioli e soddisfatto ha dichiarato “Buck è un bravo cucineiro”. In effetti i fagioli erano proprio buoni e devo dire che non hanno sortito alcun effetto deleterio sul mio delicato organismo. ci sono stati momenti di felice convivialità. Queste le note positive. Nuro non ha resistito alla tentazione di veder mangiare gli altri, e dopo due tentativi andati a vuoto è riuscito ad arraffare un piatto di riso e fagioli. Il gruppo dei prepotenti della lixeira, capitanato da Luis al nostro arrivo era già ubriaco e fatto. Hanno cercato di ricattarci in diversi modi e hanno rubato una fiasca di vino. Hanno creato momenti di tensione con le loro pretese sconsiderate. Le note negative.
Per me molto importante che i ragazzi abbiano lavorato in gruppo e tutto sommato l’organizzazione e la realizzazione della festa è stata gestita da loro. Jerson, nonostante l’impegno preso, non è stato molto presente alle riprese ma quando i prepotenti volevano impedirci di farle ha preso la videocamera e ci ha detto voi andate via e non vi preoccupate che non l’avranno vinta ed ha preso a girare. Qualcosa di migliorabile ma un passettino per volta.
Prima di andar via hanno pulito lo spiazzo ed ognuna delle squadre mi ha riportato un resoconto delle spese ed i relativi resti in moneta, il materiale del laboratorio è tornato tutto indietro comprese le due macchine fotografiche e la videocamera.
Una nota di colore in calce alla nostra giornata.
Al ritorno dalla festa abbiamo fatto un piccolo resoconto e stappato la nostra fiasca di vino e brindato all’anno nuovo. Poi fatti gli auguri stavamo andando via. Il taxi era lì che ci aspettava in attesa. I ragazzi con la carretta si stavano allontanando verso il cancello della scuola, quando il tassista si è accorto che gli era sparito una dei suoi due cellulari. Ha richiamato indietro i ragazzi, il guardiano ha chiuso i cancelli. Ho chiesto al tassista se fosse sicuro di aver con sé il suo cellulare, il tassista ha risposto di sì e che per lui era stato uno dei ragazzi a rubarlo e si è rivolto a loro in modo pesante. Ho chiesto ai ragazzi di aver pazienza anche perchè sentivo la tensione salire. Il guardiano si è messo ad urlare che nessuno avrebbe lasciato la scuola se il cellulare non fosse uscito. I ragazzi mi hanno detto che nessuno di loro aveva rubato. Momenti di tensione. Poi juel indignato ha cominciato a uscire tutto dalle tasche e a rivoltarle, Fabiao è andato oltre togliendosi le scarpe, le calze, la maglietta, i pantaloni fino a rimanere in mutande, subito seguito da un compagno ed un altro ancora fino a che Adilio sdegnato ed incazzato ma senza voce non si è levato anche le mutande rimanendo con il suo pisellone penzolante all’aria proprio di fronte alla chiesa. Fabiao non è stato da meno. Ho cercato di far notare, ma ero troppo divertito dalla scena, che eravamo in una scuola oltretutto gestita dalle suore e che magari forse non era proprio opportuno andare così oltre….
insomma ad un certo punto, dopo oltre una ventina di minuti di manfrina, il tassista ha provato a chiamare il numero del cellulare scomparso ed ha risposto la moglie! Con un unico urlo di sdegno si sono tutti ammassati contro il taxi, tra improperi e richieste di risarcimento morale, il tassista si è fatto piccolo piccolo. Hanno seguito urlando il taxi fin fuori alla scuola per terminare una giornata allo stesso modo con cui si era era svolta.
Un abbraccio a tutti e boa saida e boa entrada.

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